Vecchio termovalorizzatore di Bolzano

Nuove opportunità da un impianto obsoleto

I lavori di demolizione del vecchio termovalorizzatore di Bolzano sono stati commissionati dalla Provincia Autonoma di Bolzano; circa 8 mesi complessivamente per un valore di 2,7 milioni di euro.

L’impianto, non più in funzione dal 2013 e messo in sicurezza nel 2015, era composto da due linee di incenerimento, la prima avviata nel 1988, la seconda nel 1996, costituite ognuna da un sistema di incenerimento rifiuti e recupero di calore, da una sezione di depurazione fumi e da un ciclo termico per la produzione di energia.

I lavori sono stati eseguiti senza nessun intralcio al nuovo impianto, adiacente al cantiere, in modo da garantire il continuo funzionamento del nuovo termovalorizzazione, la viabilità lungo l’Autostrada del Brennero e via Lungo Isarco Sinistro, l’accesso al personale addetto
ai magazzini Seab.

Area demolita 8.000 mq
Fasi 3
Valore 2,7 mln

Aeroporto Venezia

L'aeroporto di Venezia apre la strada per nuove rotte

Presso l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia Vitali ha eseguito un intervento di demolizione di pavimentazioni in calcestruzzo per un totale di circa 18.000 mq, nell’ambito dei lavori di riqualifica ed adeguamento normativo delle infrastrutture di volo – lotto 1B.

I lavori sono stati eseguiti, nel rispetto del crono programma, in circa due mesi complessivamente mediante l’utilizzo di n°3 mezzi da demolizione attrezzati con martelli demolitori e frantumatori idraulici e n°3 autocarri per il trasporto del materiale di risulta.

Successivamente tutto il materiale derivante dalla demolizione è stato trasportato in apposita area precedentemente realizzata dove il materiale è stato adeguatamente lavorato.

Area demolita 1.8000 mq

Orti Nuovi, ex Canossiane

Un edificio storico che diventa un nuovo quartiere residenziale

Nel cuore di Bergamo, Vitali S.p.A. è stata protagonista del progetto “Orti Nuovi”, un intervento di rigenerazione urbana che trasformerà l’ex complesso delle Canossiane di via San Tomaso in un nuovo spazio residenziale e culturale, nel segno della sostenibilità e del rispetto per la storia.

Le demolizioni, avviate nel 2023, hanno interessato le parti più degradate del complesso, con interventi eseguiti in modo controllato e a basso impatto ambientale. Il progetto prevede la realizzazione di 62 appartamenti di alta qualità, con giardini privati, spazi di coworking, uffici e aree comuni, in un equilibrio tra architettura contemporanea e memoria storica.

Un nuovo percorso ciclopedonale collegherà via San Giovanni con il cortile della GAMeC, attraversando la roggia su una passerella e integrandosi con il parco Suardi. Inoltre, la storica area degli Orti di San Tomaso sarà ceduta al Comune, raddoppiando il verde pubblico della zona e offrendo nuovi spazi per la comunità.

“Orti Nuovi” è un esempio concreto di rigenerazione sostenibile: un luogo che unisce abitare, cultura e natura, restituendo valore e identità a un’area storica della città.

Ex centro servizi

Nuovo spazio vivibile e sicuro per la città di Bergamo

Nel dicembre 2023 è stata sottoscritta una convenzione tra i Comuni di Bergamo, Orio al Serio e Azzano San Paolo, in collaborazione con Vitali S.p.A. e A2A S.p.A., per avviare un progetto condiviso di rigenerazione urbana dell’area denominata “Ex Centro Servizi”. Tale area, collocata nel territorio del Comune di Bergamo e posta in adiacenza ai confini comunali con Orio al Serio e Azzano San Paolo, si estende su una superficie territoriale per oltre 65.000 metri quadrati.

L’edificio esistente, abbandonato da anni e in condizioni di degrado avanzato, rappresentava una criticità per il contesto urbano e per la sicurezza dell’area. La riqualificazione del sito si è quindi resa necessaria per motivi di igiene, decoro urbano e interesse pubblico.

Le attività preliminari di strip out sono iniziate a fine 2023, mentre nel gennaio 2024 hanno preso il via le demolizioni vere e proprie. Questi interventi costituiscono la prima fase di un ampio progetto di trasformazione urbana, finalizzato alla realizzazione di un nuovo edificio a destinazione logistica.

Il nuovo insediamento sarà progettato con attenzione alla sostenibilità ambientale e all’efficienza energetica, con l’obiettivo di ottenere la certificazione BREEAM. Il progetto punta a restituire valore all’area, integrandosi armoniosamente nel tessuto urbano e contribuendo alla riqualificazione complessiva del territorio.

Area demolita 47.300 mq

Area Rizzoli

Una demolizione simbolica e sostenibile

Significativo l’esempio della demolizione del fabbricato di RCS Media Group S.p.A. di Via Rizzoli a Milano che si inserisce in un contesto più ampio di riqualificazione dell’intera area: un anno di lavori e un’area totale suddivisa in 6 lotti per una volumetria complessiva di 161.500 metri cubi.

Al posto del complesso industriale dismesso nascerà un quartiere definito “biofilico”, ispirato cioè a criteri di sostenibilità e benessere. Le opere di strip out e la rimozione di rifiuti e materiali plastici, lignei e metallici sono state eseguite secondo le specifiche previste da U.S. Green Building Council che norma la costruzione dell’immobile e tutto il suo successivo ciclo di vita in vista dell’ottenimento della certificazione Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) prevista in fase di progetto.

Volume demolito 161.500 mq

Porto di Civitavecchia

Dalla demolizione di vecchi fabbricati a nuove opportunità costruttive

Tra i lavori di demolizione eseguiti dal Gruppo Vitali con l’ausilio di mezzi da demolizioni attrezzati con bracci lunghi ce n'è uno molto particolare, eseguito presso il porto vecchio di Civitavecchia; la demolizione dei silos per lo stoccaggio di materiali posti sulla banchina portuale di Civitavecchia.

L’area su cui sorgeva il sito da demolire è all’interno del porto storico, in particolare è quella compresa tra le banchine 7-8 meglio conosciuta come Molo del Bicchiere.

La forma è pressoché rettangolare con dimensioni in pianta di circa 65 m  x 230 m  ed ha un’altezza massima pari a 47 m dal piano campagna.

Il complesso industriale si sviluppava longitudinalmente parallelo alle banchine.Gli “edifici” oggetto di demolizione avevano più di mezzo secolo di vetustà pertanto la demolizione andava eseguita con ancor maggiore accuratezza. Alcune porzioni strutturali si presentavano ormai prive di armatura affidando la loro stabilità al solo nucleo interno in calcestruzzo. Le strutture dei silos circolari presentavano tutte un diffuso stato di sostanziale sofferenza, aggravato dal ridotto spessore delle armature ormai ossidate. Le condizioni generali del sito necessitavano pertanto un utilizzo di mezzi meccanici idonei ad eseguire demolizioni speciali controllate.

Per questo intervento, come in tutte le altre operazioni, il Gruppo ha adottato tecniche innovative e specifici trattamenti che, in una seconda fase, hanno consentito il recupero e riutilizzo dei materiali da demolizione, in un’ottica di sostenibilità ambientale.

L’intervento ha avuto una durata di circa 2 mesi, nel pieno rispetto quindi dei tempi stabiliti dalla committenza.

Per l’esecuzione dei lavori sono stati impiegati n°2 mezzi da demolizione cingolati di cui uno da 1.200 qli attrezzato di braccio telescopico che raggiunge un’altezza superiore ai 50 mt e munito di pinza idraulica da 25 q.li ed un escavatore da 400 q.li attrezzato con pinza idraulica da 50qli.

Questa tipologia di commesse, estremamente delicata per la complessità dell’operazione da eseguire, necessita di elevate qualifiche in termini di competenze ingegneristiche e parco mezzi. La progettazione e l’esecuzione di una demolizione, inoltre, vengono pianificate nei minimi dettagli, con l’obiettivo di ridurre al minimo ogni tipo di rischio, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza e dei tempi preventivati.

Volume demolito 700.000 mq

Capendeguy

Barre de Capendeguy: un Eco mostro dalla fine esplosiva

Un intervento di demolizione a Béziers di 492 appartamenti per 300.000 metri cubi di cemento armato demolito in 11 secondi. L’eco mostro, chiamato “Barre de Capendeguy” era stato costruito negli anni Settanta.

La demolizione ha richiesto un impegno notevole data la vicinanza della struttura al centro storico. I tecnici hanno lavorato sei mesi prima di poter arrivare alla fase finale della demolizione con esplosivo. Sono state impiegate microcariche da 450 chilogrammi
di tritolo. Al termine sono state raccolte 65 mila tonnellate di detriti.

Questi poi sono stati frantumati, tritati, separati e messi su un nastro trasportatore e portati in una cava. Da qui ripartiranno per essere poi riutilizzati come riempimento dello strato di fondo di una carreggiata.

Area demolita 100.000 mq

Ex MOI – Mercato Ortofrutticolo

Uno spazio restituito alla comunità di Torino

I lavori svolti hanno trasformato l’ex mercato ortofrutticolo nel Villaggio Olimpico, così come i lavori preliminari per la realizzazione del Palasport Hockey.

Abbiamo realizzato i lavori in 2 mesi anticipando il tempo di consegna e vincendo così il premio accelerazione previsto dal contratto con l’Ente.

Volume demolito 30.000 mq
Area demolita 60.000 mq

Autostrada A14

Una nuova colonna vertebrale per le infrastrutture adriatiche

La sfida dell’ammodernamento delle infrastrutture è tra le più importanti e complesse del Paese. Servono professionalità adeguate per svolgere questo compito, e il Gruppo Vitali si è aggiudicato un’importante commessa: la demolizione di 50 cavalcavia dell’autostrada A14 nel tratto compreso tra Rimini Nord e Senigallia.

Si tratta di un intervento fondamentale per i lavori d’ampliamento e realizzazione della terza corsia dell’A14 Bologna-Bari, una delle autostrade più trafficate e importanti d’Italia. I lavori
verranno eseguiti nelle ore notturne per non creare problemi alla circolazione dei veicoli,
particolarmente intensa durante il giorno.

Questo tipo di commesse sono estremamente delicate, sia per il contesto in cui operano, che per la complessità stessa dell’operazione da eseguire, possono essere eseguite solo da società con tecnologie e macchinari d’avanguardia e che fanno della sicurezza e del rispetto dei tempi un punto di forza.

La progettazione e l’esecuzione delle opere di demolizione vengono pianificate nei minimi dettagli per ridurre al minimo ogni tipo di rischio, nel pieno controllo delle norme di sicurezza, il tutto condito da competenza tecnica d’eccellenza, affidabilità e rispetto dei tempi.

Cavalcavia smontati 50

Cavalcavia A4

Una demolizione meccanica sicura, in una sola notte

Spettacolare demolizione nella notte 13 e il 14 dicembre 2014, nell’ambito della costruzione della TEEM - (Tangenziale Est Esterna di Milano), del cavalcavia autostradale fra Omate e Caponago sul quale la provinciale 125 scavalca l’autostrada A4.

La demolizione è stata completata in una notte durante la quale l’autostrada A4 è rimasta chiusa al traffico nel tratto tra i caselli di Cambiago e Agrate. Sono state impiegate otto macchine da demolizione e una autogrù da 400 tonnellate.

Inizialmente sono entrati si è proceduto con la demolizione meccanica: mentre quattro macchine da demolizione, dotate di martello pneumatico, demolivano la soletta del cavalcavia, gli altri quattro, attrezzati con pinze e frantumatori idraulici, rimuovevano il ferro
dell’armatura.

Terminata questa fase, è stata utilizzata l’autogrù grazie alla quale sono state posizionate a terra le travi del cavalcavia. Durante tutti i lavori è stato piazzato un telo per evitare che i detriti finissero sul manto stradale.

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